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La fase 2 e la riaperture delle attività in Italia

La Fase 2 al tempo del Coronavirus e cosa succede dal 27 Aprile

Da Palazzo Chigi a Roma arrivano informazioni ben precise sulle riaperture in Italia. La cosa certa è che il Governo, insieme alla task force guidata da Colao e al Comitato tecnico straordinario, è al lavoro da giorni per tracciare le prime date che caratterizzeranno la fase 2 per uscire in modo proporzionato dal lockdown.

Un primo approccio su cui potrebbe basarsi la riapertura è fornito dalla tabella stilata dall’Inail sulla base dei codici Ateco, che classifica le attività produttive in base al “rischio integrato” per i lavoratori e in base alla “classe di aggregazione sociale” associata ad ogni voce.

Le attività considerate a basso rischio

 

  1. agricoltura, pesca
  2. estrazione di minerali
  3. settore edile e manifatturiero
  4. industria alimentare e tessile
  5. settore editoriale
  6. produzione cinematografica
  7. biblioteche
  8. attività immobiliari.

Le attività considerate a medio-alto rischio

Tra le attività a rischio medio-alto, la gran parte del comparto commerciale, comprende le attività di ristorazione e turismo. Il rischio è dovuto dal livello di aggregazione che comportano, diverso invece per la vendita al dettaglio e per i centri commerciali. Rischio medio-alto anche per scuola, trasporti terrestri e marittimi. I settori dell’assistenza sociale residenziale, compresi servizi alla persona, sono invece valutati tra quelli a rischio medio-alto. A rischio alto, il trasporto aereo e l’assistenza socio-sanitaria.

Cosa potrebbe riaprire il 27 Aprile in Italia

Sulla base di questo schema, dunque, le prime a ripartire sarebbero le imprese e i comparti a basso rischio. Il 27 aprile sarebbe la data sul tavolo del Governo, in particolare per aziende della modamobilificiautomotivecantieri edili.

Le aziende dovranno naturalmente dimostrare di poter rispettare tutte le norme che sono ad oggi:

  1. i dipendenti dovranno mantenere un distanziamento di almeno 1 metro e indossare i dispositivi di protezione;
  2. i locali dovranno essere puliti due volte al giorno e disinfettanti adeguatamente 
  3. dovranno essere distribuiti agli ingressi e vicino ai computer, i sistemi di aerazione sanificati;
  4. Inoltre, dovrà essere garantito lo smart working per la maggior parte dei dipendenti, e scaglionare gli orari di lavoro di quelli in loco;

Cosa potrebbe riaprire il 4 Maggio in Italia

Se la curva epidemica dovesse scendere, i negozi potrebbero riaprire già il 4 maggio, a patto che gli ingressi dei clienti siano scaglionati e le altre norme sono:

  1. un locale di 40 metri quadri potrà ospitare un cliente e due lavoratori per volta;
  2. se è più piccolo potranno starci due persone contemporaneamente all’interno;
  3. per le attività di estetica, si parla di riaperture solo su appuntamento, con dispositivi simili a quelli utilizzati nel comparto sanitario.

Settore ristorazione e luoghi di aggregazione

Per bar e servizio di ristorazione, secondo alcuni media (Voci di popolo) le date potrebbero oscillare tra il 4 e l’11 maggio, anche se molti esperti ritengono sia troppo presto. Anche in questo caso, i locali dovranno garantire un distanziamento di oltre un metro per i posti a sedere, e quindi dovranno essere del tutto riorganizzati.

Controversa invece la situazione per cinema, teatri, palestre e sale giochi, che a un rischio basso o medio rischio, uniscono però una classe di aggregazione sociale massima (4) Per queste attività, varie opzioni sarebbero sul tavolo, affrontate con le associazioni di categoria.

L’ipotesi macro-aree

In aggiunta a tutto ciò, gli esperti starebbero lavorando anche all’ipotesi di avviare riaperture differenziate per macro-aree, a seconda della diffusione del contagio. Il piano contemplerebbe un monitoraggio dopo 15 giorni per l’andamento della curva e, in caso di necessità, rimodulare le misure.

Sulla base di tale ipotesi, il Paese potrebbe essere diviso in tre macro-aree che sono: Nord, Centro, e Sud.

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